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August 23 Canzone di Spalato"tutti fanno enormi calcoli concettuali, e degli assiomi semplici non sanno nulla"
Adriano Pavlicevic, fotografo
"quando la soluzione è semplice, dio sta rispondendo" Albert Einstein, fisico
entra nel pantheon senza volta, a Spalato il cuore sono le cicale e una canzone d'amore, una chanson sola come te, è la ragazza che ti serve con il tatuaggio, al belvedere sotto San Nicola e Sant'Antonio, le chiese, e vicino lo zoo, i cicalecci e tutte le botaniche di un palo, di una bandiera e una vedetta tu chiedi il caffè, l'acqua;
lei parla le tue lingue lavorando l'uncinetto dal sorriso, capisce che sei italiano dalla pelle, anche se parli l'inglese: ordini un sandwich poi prendi una crema l'America non si sa mai da che molo partì,
i suoi immigrati e le sue carte sono in vendita sulle pietre: a vedere la città dall'alto, il mondo da basso, lo scrittore con la sigaretta si è seduto come te ne sei andata, e con la bocca ne gira una: senza sapere se vincerà illude nuvole, batte i bastoni nel rosa, nella torcida le rarefazioni incistite di Balcani che ripagano il cielo (sulle bancarelle, tra le voci del mercato, suonano le magliette di Gotovina - Heroj!) all'alba
credi di sapere cosa sia la guerra, la birra della tradizione, la Karlovacko ancora sulla panchina; o credi alle donne dal viso a patata sugli scagni, ai clochard di marmo, agli occhi di Diocleziano rannicchiati tra il cardo e il decumanus di un pub nelle sue catacombe; e i cardinali di questa disseminazione non è che parlino piuttosto a levarsi è l'omelia
dei datteri schiacciati dalle scarpe, la puzza dei calli del contadino nella sala d'attesa della stazione, il dolce nell'odore dei fichi in decomposizione, o al fresco delle palme il fuck off, o il fuck in shit del turista del tempio di Giove la signora dal completo viola
sotto altri scalini, catapultata dalla corriera, ad una polacca spiega, nel dialetto nobile di Trieste, la facilità degli slavi a recuperare strutture, metrica del parlato, in una pausa del viaggio e al chiosco di un parcheggio, la limonata
è tanto dissetante quanto distante è la tua bella faccia, i baci rubati un setter avvicina chi saluta, chi salta in macchina e parte; due donne chiaccherano, un pallone vola: lo fermo e lo ridò alla bambina stupita. quel baracchino, al centro della storia |
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