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Poetry Slam internazionale dedicato alla nave e al cantiere in occasione del Centenario del Cantiere Navale di Monfalcone
venerdì 6 giugno, Monfalcone, Teatro Comunale, ore 20.45
EmCee Lello Voce
Ospite d’onore Marc Kelly Smith (USA, inventore del Poetry Slam)
Partecipano:
Eduard Escoffet (Spagna) Regie Gibson (USA) Jürg Halter (Svizzera) Laureline Kuntz (Francia) The Monarchy Sisters (Ungheria) Nii Parkes (UK/Ghana) Silvia Salvagnini (Italia) Christian Sinicco(Italia) Sookee (Germania) Sparajurji Lab (Italia)
Premio: 500 €.
Il Poetry Slam è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria composta estraendo a sorte cinque elementi del pubblico, sotto la direzione dell’EmCee (Master of Cerimony), come dicono in America, mutuando il termine dallo slang hip-hop. “Inventato” a Chicago nel 1987 da Marc Kelly Smith e “importato” in Italia alla fine degli anni Novanta da Lello Voce, lo slam è sport e insieme arte della performance, è poesia sonora, vocale, un invito pressante al pubblico a farsi esso stesso critica viva e dinamica, a giudicare, a scegliere, a superare un atteggiamento spesso tanto passivo quanto condiscendente, e dunque superficiale, nei confronti della poesia.
In occasione del Centenario del Cantiere Navale di Monfalcone, dieci tra i migliori poeti performer del panorama internazionale si affrontano in un grande slam dedicato alla nave: Eduard Escoffet, poeta catalano che ha partecipato a moltissimi slam e rassegne internazionali, specialmente in Italia e Francia, nonché docente in corsi e workshop di poesia e improvvisazione orale in tutta Europa; Regie Gibson, poeta statunitense che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Gwendolyn Elizabeth Brooks e dei Last Poets, vincitore dello slam newyorkese che, il 29 marzo scorso, ha visto i migliori slammer americani contendersi l’accesso a The Big Boat Poetry Slam; Jürg Halter, poeta elvetico giovane ma con una vasta esperienza in fatto di partecipazioni a rassegne internazionali, basti pensare che è stato il più giovane autore che abbia partecipato al Solothurner Literaturtagen, il maggiore festival letterario della Svizzera; Laureline Kuntz, poetessa ed attrice definita in Francia “la mamma dello slam”, attualmente in tournée con lo spettacolo Dixlesic, che sta riscuotendo successi di critica e pubblico e l’attenzione dei media; The Monarchy Sisters, un duo composto dalle ungheresi Orsolya Karafiáth e Ágnes Deák Bárdos, poetesse, cantanti e, come amano definirsi, “lolite”, due artiste provocatrici che hanno calcato molti palchi del centro e dell’est Europa, tra i quali quello prestigioso dell’Internationales Literaturfestival di Berlino; Nii Parkes, poeta nato e vissuto a lungo in Ghana ma trapiantato nel Regno Unito, dove ha raccolto vasti consensi portando i suoi spettacoli in scuole, università e festival; Silvia Salvagnini, poetessa veneziana che si è imposta di recente all’attenzione del pubblico della poesia vincendo lo Slam Nazionale dell’Horus di Roma organizzato da uno dei “mostri” sacri della letteratura italiana, Nanni Balestrini; Christian Sinicco, il poeta triestino del gruppo “Gli Ammutinati”, vincitore quest’anno dell’International Trieste Poetry Slam, che insieme alla band Baby Gelido sta portando le sue performance sulle scene italiane e dell’est europeo; Sookee, poetessa della nuovissima scena contemporanea tedesca, che ha debuttato nel rap con un disco di forte impatto nel 2006: Kopf, Herz, Arsch (Testa, Cuore, Culo); Sparajurij Lab, autore collettivo torinese vincitore e organizzatore di numerosi slam e curatore di Slam!, la prima antologia europea di poetry slam mai realizzata in Italia. |